L’Orto di Casa… (ma non troppo)

Oggi voglio parlarvi di un altro progetto tutto Made In Marche che colpisce per la sua originalità e creatività. Si chiama L’orto di Casa, il cui intento è quello di mettere a disposizione, per chiunque lo desideri un vero e proprio orto, dove l’unica cosa da fare è…raccoglierne i frutti!

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Sì, avete capito bene! E niente paura se il pollice verde proprio non vi appartiene!
Si tratta di aree di 80 mq circa che vengono affittate per la singola stagione o per l’intero anno. Ogni pezzo di terreno viene perfettamente curato e mantenuto, con piantagioni che seguono la stagionalità. A voi non resta che il compito di andare a raccogliere i frutti di quanto prodotto.

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Il progetto colpisce soprattutto per la sua originalità e genuinità. È senza dubbio un ottimo modo per avvicinare gli amanti della natura, i giovani, e gli incalliti lavoratori d’ufficio, alla terra e alla campagna. L’orto è sempre aperto, e ad accogliervi ci sarà Stefano, sempre pronto ad aiutarvi con consigli e insegnamenti. Vi porterà alla scoperta delle vostre piante, vi dirà come e quando raccogliere i vostri ortaggi, e a ritrovare la semplicità della terra.

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Anche io, da perfetta ignorante in materia, mi sono cimentata nella raccolta (non pensavo ad esempio che le piante di melanzane e cetrioli avessero tutte quelle spine ahimè!), e tutto sommato devo dire che è stata un’esperienza bella e divertente, che consiglio veramente a tutti!

[Altre Info e tag li trovate nella pagina Facebook Trentadue Perle ]

 

EPICƎNTRO 11 – L’arte per ricostruire l’arte

Oggi voglio parlarvi di un progetto che nasce proprio nelle Marche, quel bel posto nel mondo che spesso e volentieri vedete comparire tra queste pagine.
Come molti sapranno, lo sciame sismico registrato qualche mese fa, ha messo a dura prova anche questa terra, ma mai la voglia di riscatto e determinazione che da sempre la contraddistingue.

Nasce così Epicentro 11 – l’arte per ricostruire l’arte, un’iniziativa curata dallo studio di architettura Progetti Arch&Co di Civitanova Marche, che vede il coinvolgimento di giovani artisti del territorio al servizio della loro terra e della sua gente.

Le opere sono state realizzate il mese scorso nella splendida cornice di Palazzo, un piccolo borgo nel Comune di Esanatoglia. La loro vendita, che avverrà tramite un’asta online, sarà finalizzata al recupero degli arredi interni di casa Zampini, progettati da Ivo Pannaggi, famoso futurista di origini marchigiane, e oggi gravemente danneggiati dal terremoto.

Perché…. ?

Epicentro…perché l’iniziativa nasce dalle ferite causate dal terremoto

11…perché undici sono gli artisti che hanno dedicato parte del loro tempo, bravura e creatività all’interpretazione del tema

Arte…perché rappresenta la salvezza del territorio in quanto espressione estetica dell’interiorità umana

Per ricostruire l’arte…perché l’obiettivo è quello di salvare quella stessa arte ferita dal terremoto

Grazie a Chi…?

Allo studio di architettura… Progetti Arch&Co… per l’iniziativa!

Agli artisti…Michela Pennesi, Paola Tassetti, Francesca Di Paolo, Andrea Giorgetti, Francesco Valeri, Martina Biondini, Laura Ciondolini, Andrea Luzi, Giulia Alvear Calderon, Marta Alvear Calderon e Razvam Basca…. per l’amore, la dedizione e la sensibilità artistica!

Alle aziende….Valtenna, Ica e Comune di Esanatoglia…per il prezioso supporto!

A tutti i professionisti… del video, della fotografia e della comunicazione…per il grande lavoro!

All’abito di design…Walli… per la sua originalità e unicità!

Quando…?

Epicentro 11 debutterà al Rive Festival di Civitanova Marche dal 7 al 9 luglio presso la Palazzina Nord di Lido Cluana.

James Joyce, nel suo Dedalus, alludendo tra l’altro all’omonimo architetto della mitologia greca, scrisse “Cercare adagio, umilmente, esprimere, tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch’essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un’immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere: questo è l’arte”, ed è un po’ quello che, a mio avviso, si è cercato di fare con questo progetto; dare nuova voce a quei suoni, e ravvivare quei colori che un triste episodio aveva sbiadito, certi comunque del grande potenziale che questa terra e la sua gente custodisce nell’anima.

[Nei link trovate i riferimenti ai siti internet, mentre di seguito vi indico le rispettive pagine Facebook in cui seguire gli aggiornamenti! ]

Progetti Arch&Co
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Walli Design

E ovviamente non potevano mancare le foto =) !

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Le Lame Rosse

Pensavo fosse Marte e invece…erano le Marche! E chi l’avrebbe mai detto?
Con questo post voglio portarvi alla scoperta di quello che molti definiscono “Il Grand Canyon delle Marche Le Lame Rosse. Qui troverete consigli, suggerimenti e opinioni
Per prima cosa vi basti sapere che le Lame Rosse altro non sono che delle formazioni di ghiaia e argilla che, grazie a fenomeni atmosferici di vario tipo, hanno assunto queste bizzarre figure che tanto ricordano i territori della grande America.

Ci sono diversi sentieri che conducono alle Lame Rosse ma, quello che vi propongo qui, parte esattamente in prossimità della diga del Lago di Fiastra.
Una volta arrivati al lago quindi, dirigetevi verso di essa (è ben visibile!), lasciate la macchina lungo la strada e attraversate la diga a piedi.
La vista della Valle del Fiastrone e del lago in questo punto vi ruberanno più di uno scatto fotografico (a me personalmente centomila!).

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Dopo aver attraversato una piccola galleria inizia il percorso vero e proprio.
La camminata dura circa tre ore a/r, ed è per la maggior parte all’ombra.
Il sentiero è abbastanza semplice, ma mette comunque alla prova la preparazione atletica. La parte più dura è senza dubbio la parte finale, un tratto di grande ghiaia bianca che…proprio non ci voleva…=) ma che vi assicuro, vale la pena attraversare!

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Per lo spettacolo che trovate davanti le foto parlano da sole.
Una parete di roccia bianca, molto simile ad un antico teatro, per via dell’erosione, è pronta ad accogliervi. Potete sedervi, ammirare il panorama e ascoltare i mille sassolini che costantemente si staccano da queste rocce imponenti.
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Il mio consiglio è quello di fare il percorso durante le prime ore del mattino, sconsiglio ore e mesi particolarmente caldi. Scendendo potete approfittare di una visita o un bagno nel lago.
Qui il sito con tutte le attività che potete svolgere durante la bella stagione.

Inutile dire che la passeggiata faccia venire fame, e noi non potevamo farci mancare una sosta in agriturismo. Da queste parti ce ne sono davvero tantissimi, uno più bello dell’altro, e tra i tanti abbiamo scelto “Le Casette”, un luogo immerso nel verde dei Monti Sibillini.
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L’agriturismo vanta camere, appartamenti, un rifugio, ben due ristoranti, piazzole attrezzate, un’azienda agricola, e una fattoria con percorsi didattici per bambini e adulti.
Se passate da queste parti non fatevi scappare un assaggio delle specialità della zona, in particolar modo dei loro cappellacci alla panna, funghi e spinaci e un fantastico tiramisù alla ricotta!!
Insomma..che aspettate?!
Spero che questo giro via sia piaciuto e di avervi lasciato qualche spunto. Alla prossima!

Comunanza: Birra, Fate e…

“C’era una volta in un paese fatato, la Birra ….

Se fosse una favola suonerebbe proprio così l’incipit di questa storia.
Una storia nata qualche anno fa in un piccolo paesino alle pendici dei Monti Sibillini grazie alla volontà di Mauro e Antonio.

Ci troviamo a Comunanza dove abbiamo trovato, per l’occasione, il fantastico furgoncino della Volkswagen ad attenderci. Dire che è adorabile è poco! E se vi interessa, trovate tutte le info qui ! =)

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Di seguito qualche scatto rubato al borgo.

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Dopo aver fatto un giro per il paese ci siamo diretti verso il Birrificio Le Fate che ha aperto le porte ai suoi laboratori, alla sua filosofia e alla sua storia fatta di tradizioni e leggende.

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LaSibilla, Lalcina, Carmeta, Ladeisi, Lunilia, Pimpinella, Neverina e Silesia erano i nomi delle fate che, secondo alcuni racconti, vivevano all’interno di una grotta scavata nella roccia della montagna. Appartenevano alla corte della Maga Sibilla e sono le loro storie a popolare il libro di Andrea da Barberino “Il Guerrin Meschino”, e ad ispirare i due amici marchigiani.

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Il Birrificio Le Fate è oggi una realtà artigianale che ha saputo costruire e rafforzare la propria identità puntando sulle origini, sulla qualità dei prodotti e sul territorio che spesso i due amici amano raccontare. Quello che più ci ha colpito è stata la semplicità, elemento da cui sempre nascono grandi cose.

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“Il nostro è semplicemente un desiderio. Il desiderio di due vecchi amici che vogliono ritrovarsi insieme e fare due chiacchiere, due risate di fronte un piatto della tradizione e un bel boccale di birra.
Semplicemente la nostra non è un’idea, ma una voglia di ritrovare un momento di gioia tra due amici, una voglia di condividere una terra, dei gusti e infinite esperienze. Crediamo nella magia dei momenti passati in allegria e nella natura delle cose, nella qualità dei prodotti che la terra ci dona. Quindi, se questa fosse una favola … e vissero felici e contenti”

E noi vi invitiamo a visitare questa splendida realtà, che speriamo continui a riempire le pagine di libri ed articoli con la sua storia.

Sito del Birrificio Le Fate

[Per questo post un grazie va ad Andrea che per l’occasione si è divertito a fare il mio inviato speciale. E come sempre, altre foto o rimandi a pagine Facebook li trovate qui  ]

Alla prossima!! =)

 

Braccano – Un Paese A Colori

C’era una vola….un piccolissimo borgo ai piedi del Monte San Vicino.
Gli abitanti, un centinaio circa, lo chiamavano il Paese Dipinto, ma il suo vero nome era Braccano.
Beh…che dirvi…questo paese esiste ancora, e venire qui, è come passeggiare dentro un libro di favole. Ma questa non è una favola moderna! E allora dimenticatevi pure di negozi, ristoranti, musei e persino della rete telefonica!
Immaginate invece un paesino immerso nel verde, fatto di tradizioni, storie, persone, e tanta voglia di essere ricordato, conosciuto e ammirato, per la dote più bella che si possa avere – la semplicità.
Fu così che a partire dal 2001, dall’idea di una signora e dell’amministrazione comunale, si decise di commissionare la realizzazione di murales agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Urbino, Macerata e a numerosi artisti provenienti da ogni parte del mondo.
Ad oggi in paese si contano ben 72 murales e il numero è destinato a crescere di anno in anno.

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Il paese è molto piccolo, ma “rischiate” di passarci le ore alla ricerca di murales nascosti ovunque! Penserete più volte di aver sbagliato strada, di sentirvi troppo invadenti arrivando quasi dentro le case, ma non vi preoccupate, la gente del posto è abituata, e anzi, è contentissima di scambiare due chiacchiere.
Un consiglio? Attraversate il paese prima da est a ovest e poi da ovest a est, o viceversa. Non ci crederete, ma lo spettacolo sarà completamente diverso. Vedrete murales che prima non avevate minimamente notato!
Al centro del paese troverete il Bar Ristoro Il Murales. Un aperitivo da queste parti, nel silenzio della natura a questo punto è d’obbligo!
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Braccano richiama oggi numerosi visitatori, turisti, ed escursionisti. Da qui infatti partono moltissimi sentieri verso la Riserva del Monte San Vicino e Canfaito.
(Indicazioni stradali: dall’autostrada A-14 uscire a Civitanova Marche direzione Fabriano o Tolentino, e seguire le indicazioni per Matelica).

Vedi altre foto

Offida – La Città del Sorriso, dei Merletti, e del buon Vino.

Prosegue il nostro giro alla scoperta delle Marche, e ancora una volta ci siamo trovati in uno dei Borghi più belli d’Italia, Offida. La città del sorriso, in provincia di Ascoli Piceno, è oggi nota per le sue tantissime particolarità, ma qui voglio dirvi cosa non dovete assolutamente perdere se capitate da queste parti con poco tempo nelle tasche.

1-Un giro per vicoli e stradine, incastonate nel silenzio e nel chiacchiericcio delle donne offidane intente a ricamare.

2 – “Spiare” il lavoro delle merlettaie, la loro manualità, la cura dei dettagli, la raffinatezza dei loro lavori. Nella stagione estiva le trovate tra le vie, agli usci delle porte, pronte a dispensare consigli e sapere. Durante l’inverno sono nelle botteghe o al tepore delle case, dietro le finestre.

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3 – Assaggiare, tra le innumerevoli prelibatezze, i funghetti di Offida, dei biscotti molto semplici al sapore d’anice.

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4 – Degustare almeno due dei vini più famosi del territorio. Pecorino e Passerina.

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5 – Visitare la meravigliosa Fontana della Merlettaia alle porte del paese. Tre generazioni scolpite su bronzo, intente a ricamare a tombolo. Un vero incanto! Sia per la bellezza dell’opera ma anche del messaggio che si vuole comunicare.
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6 – Visitare Santa Maria della Rocca. Credo che questa chiesa possa essere annoverata tra le più belle del territorio. Si eleva maestosa alla fine del paese, in un luogo dove un tempo sorgeva un castello. Terremoti e guerre resero la vita della chiesa alquanto complicata, ma la sua bellezza è rimasta invariata nel tempo.

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7 – Se capitate da queste parti in concomitanza del Venerdì Santo non potete assolutamente perdere la manifestazione de Lu Bov Fint, dove un bove di tela, portato a spalla da due uomini, gira per le vie della città fino ad arrivare in piazza. Ad attenderlo una folla in guazzarò (vestito bianco usato anticamente da chi lavorava in campagna) pronta a provocarlo. L’atmosfera goliardica, complice anche il vino, ha fine con l’uccisione del bove, trasportato poi in processione per le vie del paese.

CURIOSITÀ

  • Nel 2009 è stato ottenuto il marchio “Merletto a Tombolo di Offida” volto a valorizzare la produzione di queste meravigliose creazioni.
  • Anche per i funghetti di Offida è stata ufficializzata la Denominazione Comunale d’Origine. Dec.o. I prodotti devono quindi essere realizzati all’interno nel territorio, alternativamente, è necessaria un’autorizzazione.
  • Durante Seconda Guerra Mondiale, i soldati del Reich, con l’intento di distruggere la strada, piazzarono tre mine nei pressi di Santa Maria della Rocca. Stranamente, nessuna di queste esplose e gli offidani attribuirono l’episodio ad un miracolo della Madonna.
  • La leggenda vuole che un serpente d’oro attraversò la città per annidarsi in piazza e sbucare nei pressi della Chiesa di Santa Maria della Rocca. Corso Serpente Aureo, non a caso, è la principale via della città, e ad esso è dedicato il teatro. Durante il martedì grasso, i Vlurd (fasci di canne e paglia) vengono accesi e portati in piazza per un falò. In questa occasione il corso sembra un vero e proprio serpente d’oro.

Altre foto nella pagina Facebook Trentadue Perle

Montefiore dell’Aso

Prosegue il nostro giro a spasso per i borghi. Ci troviamo ancora una volta nelle Marche, e più esattamente a Montefiore dell’Aso.

Anche questo delizioso paesino, situato tra le valli dell’omonimo fiume, rientra nella categoria dei Borghi più belli d’Italia. Il centro storico è ancora ben conservato e passeggiare per i vicoli del paese ha sempre un non so che di affascinante e rilassante.

Qualche motivo per andare a Montefiore?

  • La frutta della zona è rinomata in tutto il territorio per la sua qualità, e in primavera la Val d’Aso si tinge di colori meravigliosi.
  • Il carnevale di Montefiore è uno dei più pazzi e divertenti della zona.
  • La “Maialata in Piazza” è senza dubbio un appuntamento da non perdere se capitate da queste parti in Agosto.
  • Tradizione, sperimentazione, incanto e sacralità sono solo alcuni degli aggettivi che caratterizzano la famosa infiorata che ogni anno si snoda per le vie del paese, e che quest’anno si terrà nel mese di Giugno.

Ci state ancora pensando? …Giusto due scatti tutti per voi!

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#ArteInViaggio

Paul Gauguin diceva “Innanzi tutto, l’emozione! Soltanto dopo la comprensione!”
E così, dopo un po’ di titubanza, ho deciso di fare questo esperimento e proporvi nuova rubrica dal titolo #ArteInViaggio.
Perché?
Perché credo che anche l’arte sia un ottimo espediente per viaggiare. Possiamo percorrere migliaia chilometri per visitare mostre; ma anche scoprire terre lontane e storie incredibili, guardando la foto di un’opera d’arte dallo schermo di un computer.
Perché credo che anche il viaggio sia una forma d’arte.
Perché ho pensato di trovare in questi due elementi il giusto compromesso per percorrere nuove rotte in grado di arricchirci.

Le regole? Semplicissime!!
1 –  Non occorre essere esperti di arte. Anzi! Il bello sta nel non sapere e scoprire!
2 – Ogni mese sceglierò un tema, e voi sceglierete un quadro o un’opera d’arte inerente.
3 – Inviatemi l’immagine o la foto dell’opera all’indirizzo mail martinatombolini87@gmail.com, inserendo nell’oggetto #ArteInViaggio, entro il 27 Marzo 2017.
Lasciatemi una breve descrizione (Max 150 parole) Cosa avete scoperto? Perché vi ha colpito? Come l’avete scoperta? Dove eravate…quello che volete insomma =) ! E se volete lasciatemi anche un link da inserire nell’articolo.
5 – Si vince qualcosa…? Beh..concretamente no, ma credo che una delle vittorie più grandi della vita sia la conquista della conoscenza.
4 – Vi aspetto a fine mese con l’uscita di tutti i vostri contributi!

Come primo tema ho scelto…. IL TRENO!

A presto!!!