Gubbio – La Città dei Matti

Questa uscita fuori porta nasce dalla solita voglia di non passare un’altra domenica a spasso per le strade della mia città, o addirittura in casa.
Di sabato pomeriggio, con “Google Maps” alla mano, una vaga idea ce l’avevo già.
Nella mia mente era un bel giro per i borghi abruzzesi. Se non fosse che la domenica mattina, mi sono svegliata con una “magnifica” coltre di nebbia pronta a distruggere ogni piano. Cosa fare? Dove andare? “Google Maps” ha lasciato il posto alle “Previsioni Meteo” e ho cercato il luogo più vicino in cui non era prevista nebbia =)
Ebbene sì, è andata proprio così… Il cielo sereno mi ha portato a Gubbio, e devo dire che è stata una piacevolissima scoperta che voglio raccontavi, cercando di elencarvi cose da non perdere, e curiosità incontrate per strada.

Tanto per cominciare dovete sapere che Gubbio è anche detta “la città dei matti” per via dell’indole un po’ disinvolta e spensierata dei suoi abitanti. Se poi lo sono realmente non lo so, ma una cosa è certa, sono di una simpatia e di una disponibilità uniche. Vi assicuro che ne rimarrete incantati. Ci sanno proprio fare!

Lasciate la macchina nella parte bassa del paese (ci sono parcheggi, sia gratuiti che a pagamento) e iniziate a salire in città percorrendo uno dei vicoli che vi troverete davanti. Tutte le strade portano al centro, perciò, niente paura, non vi perderete! E non impazzite nemmeno a cercare la strada più breve o consigliata; il bello sta nel vagare senza mèta e fare inaspettate scoperte.

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La prima cosa che mi è capitato di incontrare è la piccola fontana situata a Largo Bargello, in cui si trova l’omonimo palazzo. È proprio qui che l’appellativo “città dei matti” trova la sua massima espressione. La tradizione, infatti, vuole che una volta arrivati in questo luogo dovete fare tre giri di corsa intorno alla fontana e poi bagnarvi con l’acqua della stessa. Così facendo conquisterete la patente dei matti, che potrete ritirare nelle botteghe lì accanto.

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Da qui è possibile procedere verso Piazza Grande; probabilmente una delle piazze più panoramiche che io abbia mai visto.
Qui si trova Palazzo Pretorio e il Palazzo dei Consoli, che oggi ospita il Museo Civico. Il palazzo doveva sorgere in un luogo che fosse vicino a tutti i quartieri della città e per questo motivo venne costruita la piazza in un luogo così insolito e sospeso. Dalla parte bassa di Gubbio potete notare gli archi che sembrano sostenere la piazza. Non dimenticate di buttarci un occhio prima di andare via!

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Proseguendo la camminata, continuando a salire, troverete il Palazzo Ducale e il Duomo, simboli per eccellenza della storia eugubina.
Dal centro della città, inoltre, è possibile prendere la funivia che vi porterà in cima al Monte Ingino, dove si trova la Basilica di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio.
Una gabbietta in cui entrano al massimo due persone vi regalerà un viaggetto sospesi nel vuoto con vista sui tetti! È proprio questa la chiesa in cui sono conservati i ceri, protagonisti della famosa festa che ogni anno, in primavera, popola il paese.

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Altra cosa da non lasciarvi sfuggire è la visita al Parco Ranghiasci, una passeggiata lungo le vecchie mura, che vi farà scoprire la città sotto differenti prospettive.

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Consiglierei di visitare Gubbio sotto il periodo natalizio. Devo dire che qui il Natale è veramente sentito. Se arrivate di sera non potete non notare l’albero di Natale più grande del mondo, che illumina il monte Ingino. E poi c’è l’incantevole Quartiere di San Martino che ospita, da Dicembre a Gennaio, un presepe a dir poco meraviglioso! Statue a grandezza naturale popolano ogni angolo del quartiere e la dovizia di particolari negli addobbi lascia senza parole.

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Come sempre, ultimo, ma non meno importante, è l’aspetto culinario. E vi assicuro che qui c’è da uscirne matti per tutte le specialità che non dovete lasciarvi sfuggire!
Sughi di carne e cacciagione, stringozzi, tagliatelle, salumi e formaggi li troverete in tutti i menù di ristoranti e trattorie sparsi per il paese. Stesso discorso vale per il tartufo bianco e nero che potrete assaggiare e acquistare anche nelle varie botteghe, e in tutte le salse possibili e immaginabili.
E poi c’è la crescia, una sorta di piadina che viene condita a piacimento con carni o salumi vari. Insomma, se siete amanti della buona cucina, quella tradizionale, semplice e dal carattere deciso, siete nel posto giusto!

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Che dirvi, a me Gubbio è piaciuta molto. Un’incantevole scoperta che ricorderò con piacere e in cui spero di tornare.
Spero di aver incuriosito anche voi e che, se ancora non ci siete andati, riusiate a visitarla. E non perché spinti dall’ applicazione delle “Previsioni Meteo”, ma perché ne vale davvero la pena  😉

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Se siete curiosi di vedere l’intero album fotografico lo trovate qui

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Orvieto

Torniamo ancora una volta in Umbria, e più esattamente ad Orvieto, in provincia di Terni. Devo dire che la città merita molto più di una semplice visita, ma se passate di qui non potete non fermarvi. Sono sicura che quel poco che vedrete non vi deluderà, e allora eccomi con qualche suggerimento!
Tanto per cominciare Orvieto è riconoscibile anche da lontano. Posta in cima ad una rupe, la città già desta curiosità.
Una volta raggiunta la città, potete lasciare la macchina in Piazza Cahen e con qualche euro pagare il parcheggio per l’intera giornata. Qui troverete già moltissime cose: la stazione della funicolare, da cui partono anche bus e minibus che fanno il giro della città, l’accesso al Pozzo di San Patrizio e la Fortezza Albornoz. Ma andiamo con ordine!

Se siete giunti fin qui non potete non andare al Pozzo di San Patrizio! Probabilmente uno dei più conosciuti. Il costo del biglietto si aggira intorno ai 5 euro (riduzioni più, riduzioni meno) e con 1 euro in più avete anche l’audioguida che vi accompagnerà lungo tutti i 54 metri di profondità, i suoi 248 scalini e 70 finestroni. Il pozzo è un vero e proprio lavoro di ingegneria che unisce fascino e mistero. L’accesso è garantito da due rampe elicoidali a senso unico, completamente autonome, che consentivano, ai muli che trasportavano l’acqua, di non ostacolarsi a vicenda. La visita vi impegnerà per una mezzora abbondante.

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Usciti da qui, in Piazza Cahen, c’è la Rocca o Fortezza Albornoz, in cui oggi troviamo la torre e i giardini pubblici. Usciti dalla fortezza potete a questo punto raggiungere il centro, iniziando a percorrere strade e vicoli piene di botteghe, negozi e ristoranti.

Di sicuro non passano inosservate le botteghe dedicate alla lavorazione del legno. Arte e creatività rendono la città un museo a cielo aperto. E a tal proposito non dimenticatevi di attraversare Vicolo Michelangeli, la cui presenza di numerose opere desta senza dubbio curiosità.

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Camminando per il paese non sarà difficile distinguere gli edifici più importanti come la Chiesa di Sant’Andrea, il Teatro, il Palazzo del Popolo o il Duomo.
Se venite qui, mi raccomando, non perdetevi la visita a quest’ultimo. È veramente bello. Difficile dire se sia più bello fuori o dentro. La sua facciata è tra le più imponenti e ricche di storia e simbologia, mentre l’interno è un susseguirsi di capolavori. Mosaici, affreschi, statue, marmi, vetrate e giochi di luce davvero incantevoli.

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Percorrendo la strada che arriva fino al duomo, una via più delle altre, catturerà lentamente la vostra attenzione. Lì, troverete il Mago di Oz
Artigianato e fantasia si mescolano in un tripudio di colori, luci e oggetti particolarissimi. Farete davvero fatica a distogliere lo sguardo dalla vetrina di questa e altre botteghe. Vedere per credere!

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Vedere per credere” però vale per l’intera città, da mettere sicuramente nella lista di cose da fare quando si parte direzione Umbria.

Vi lascio un’altra chicca. Nel sito OrvietoViva potrete trovare la mappa della città in pdf da poter scaricare con una lista di QrCode che, una volta scansionati, vi forniranno delle utilissime audioguide.

Spero questa visita vi sia piaciuta. Alla prossima!

Vietri di Potenza – Vi Racconto “Tipica”

È calato il sipario sulla quinta edizione di Tipica a Vietri di Potenza, il percorso enogastronimico che valorizza l’olio e le tipicità vietresi.
Chi mi segue ha avuto modo di vedere già qualcosa, ma oggi sono qui per raccontarvelo con la dovuta calma. Sono state due giornate molto intense, ricche di cose da fare, da vedere, ma soprattutto da assaggiare!
La manifestazione è sicuramente lo spettacolo più grande, ma la cosa più bella è stata il poter partecipare al backstage, poter vedere cosa c’è dietro, come avviene la preparazione, e la coordinazione.
Come ripetuto più volte in questi giorni, quello che più mi ha colpito è stato vedere le signore e ragazze del posto preparare cavatiedd e parmariedd, pasta tipica della zona, fin dalle prime luci del mattino. Tutte insieme, con una passione ed una maestria indescrivibili!

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Il percorso si snodava per quasi un chilometro e mezzo, tra i vicoli del centro storico; riuscite ad immaginare quante cose ho avuto modo di assaggiare?
Ciambottla, fiori di zucca, strufoli, provolone ‘mpiccat, cauzun c la minestra, patat ross, strufoli e olio, sono solo alcune delle prelibatezze che non conoscevo e che sicuramente meritano un assaggio…anche più di uno!

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Ma Vietri di Potenza è anche altro…e allora, se capitate da queste parti, non perdetevi una passeggiata nel sottobosco fino a raggiungere la cascata del Vallone del Tuorno. Il percorso è abbastanza semplice, ed è un’ottima via di fuga dalle calde giornate estive.

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C’è un’altra cosa che merita una menzione speciale, ed è il Convento dei frati minori Cappuccini, edificio del 1652, costruito su una collina che domina l’intero paese e la Valle del Melandro. Qui ho avuto modo di dormire (ed è un’esperienza che consiglio a tutti!) e di conoscere Padre Tommaso che mi ha portato alla scoperta della storia e dei segreti del convento stesso, come lui stesso ha amato definirli.
Tra le più importanti, una spina della corona di Cristo, preziosamente conservata, uno splendido reliquiario settecentesco celato dietro un dipinto scorrevole (vi assicuro che è stata una sorpresa incredibile!) e una biblioteca in cui ancora si conservano volumi del 1400.
Vivere in quel luogo, anche se per poco tempo, ascoltare le parole e i racconti di Padre Tommaso, la sua giornata tipo, la vita in convento, respirarne la pace del luogo è stata un’emozione unica che consiglio a chiunque ne abbia l’occasione.

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Da Vietri di Potenza mi porto a casa questo e molto altro perciò il mio grazie va a…
al Comune, al Sindaco e a tutte le Associazioni, per l’ospitalità e accoglienza,
a Padre Tommaso, per la sua dolcezza e per avermi accolta in quel mondo a me lontano,
ad Elisa, Antonella e Federica, le altre blogger che erano con me e con le quali ho condiviso questa esperienza,
ad Antonio, Angelo, Vito, Laura, Fabio, Franco, Gerardina e Chiara per la loro simpatia e disponibilità (chiedo venia se ho dimenticato qualcuno, o sbagliato qualche nome, non è semplice imparare così tanti nomi in poco tempo ^_^),
a Maria del ristorante Triclinum, al Mary Rosy Bar, e Antonia del Woodpecker’s per i loro pranzi e colazioni, deliziosi! (Il cappuccino buonissimo!!),
al panificio Marsico per la loro disponibilità e per l’inconfondibile pizza rossa!
a tutti gli abitanti del paese per la loro simpatia e curiosità. (Dopo mezza giornata mi sembrava di conoscere già tutti da una vita =) E i vecchietti che si divertivano a farsi fotografare erano fantastici!
ultimo, ma non meno importante, a Claudio, per la sua pazienza, dedizione e gentilezza. E per il suo essere un ottimo cicerone!

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                                                         Grazie Vietri di Potenza!!!

Altre foto, video e riferimenti li trovate nella pagina Facebook TrentaduePerle

Basilicata Region: Tipica of Vietri di Potenza

​The amount of work behind the organization of an event is often unthinkable to those who simply partecipate, but that is the real moment in which ideas, thoughts, advice are shared and all the love, the passion and the experience can be perceived.

The same thing is happening in a small village in Basilicata Region, called Vietri di Potenza, in which from the 11th to the 12th of August will take place the fifth edition of “Tipica“, and where …guess what… I was invited to talk about it!
The organizers told me that almost everything is ready and I … can not wait!
This is a “food route” that will be articulated through the streets of the city.

They told me, “No euro used here, but only Ducato vietrese!”, the currency specifically coined and available at the Banco of Vietri, to make the return to ancient times more immersive and evocative.

Orecchiette lucane, fiori di zucca, strufoli, cavatiedd e parmariedd are just some of the foods that will be able to taste.

The initiative is organized by Pro Loco, Teatrando, Vietri & La Movida and the City of Oil, with the patronage of the Municipality.

This year they also decided to host four bloggers coming from north to south of Italy, to discover the country, its places of interest, and the event. I will be there with Elisa of Serendipitsite -Traveling with Serendipity, Antonella of the blog I sapori di Antonella and Federica writing for Luciano Pignataro.

Are you coming with me?

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Spello e i vicoli in fiore…

Percorrendo la strada che da Foligno conduce a Perugia, è quasi impossibile non fermarsi a Spello. Le case di pietra rosa destano troppa curiosità, anche al guidatore più distratto. Non è un caso che anch’esso appartenga al rinomato club dei Borghi più belli d’Italia che, come sapete, a noi piacciono molto.

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A Spello non manca davvero nulla, ed è un’ottima mèta per un’uscita fuori porta all’insegna della natura, dell’arte, della storia e del buon cibo!
Se amate l’arte non potete sicuramente perdere il giro delle chiese e della Pinacoteca. Vi suggerisco la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Chiesa di Sant’Andrea. Caratteristiche sono anche le tre porte romane che vi accolgono all’ingresso della città.

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Camminare per i vicoli è senza dubbio la cosa più bella che si possa fare da queste parti. Il paese è un vero e proprio tripudio di profumi e colori, dove ogni vicolo sembra essere curato nei minimi dettagli! Non a caso Spello è oggi famosa per una tradizione che richiama ogni anno migliaia di turisti e curiosi: l’infiorata.
Si tiene solitamente tra Maggio e Giugno e il lavoro degli infioratori e degli abitanti del paese inizia addirittura con un anno di anticipo. In ogni stagione vengono raccolti fiori ed erbe necessarie alle future creazioni. Inutile dire che la maggior parte del lavoro viene svolto in primavera, dove anziane signore del posto trascorrono le loro serate separando i petali a seconda del colore, e tritando erbe profumate.

Di seguito il link con tutti i dettagli per l’infiorata di quest’anno che si terrà il 17 e 18 Giugno.
Sito ufficiale Infiorata di Spello

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Ultimo, ma non meno importante, argomento di questo post, è il cibo. Eh…già…perché non potete andarvene da Spello senza prima non esservi fermati in una bottega!
In ogni negozio è possibile comprare i prodotti tipici del posto o fermarsi direttamente per un assaggio. Olio, vini, formaggi, miele e cacciagione sono le principali specialità di una meravigliosa terra quale l’Umbria.

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Spero questo brevissimo tour vi sia piaciuto e vi auguro di farci una sosta prima o poi, ne vale davvero la pena! O magari ci siete già stati e allora…vi aspetto con i vostri consigli e suggerimenti! 😉

Toscana: Bagno Vignoni. Un villaggio d’altri tempi…

Prosegue il nostro giro tra le crete senesi, e a pochi chilometri da Pienza, troviamo Bagno Vignoni.

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Ora vi chiedo di immaginare una piazza. Una qualsiasi piazza di paese.
E ora immaginatela…piena d’acqua! Sì, avete capito bene! E pensate che tutto questo esiste realmente e si trova in questo piccolissimo villaggio della Val d’Orcia.
Si chiama Piazza delle Sorgenti, ed è una vasca rettangolare che raccoglie della calda acqua termale che esce dalla falda sotterranea di origine vulcanica.

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Il paese era una rinomata località termale già in epoca romana e ancora oggi sembra aver conservato tutti i tratti dell’epoca. Intorno alla piazza troviamo la chiesa di San Giovanni Battista e piccolissimi negozi e locande dove poter gustare i prodotti del territorio.
Se siete amanti del relax, potete approfittare delle strutture termali della zona. Se invece preferite più l’avventura sappiate che da qui partono numerosi sentieri che vi condurranno nel vivo della Val d’Orcia, tra verdi colline e incantevoli paesini.

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Appena fuori dal villaggio dovete invece assolutamente visitare il Parco dei Mulini. Le acque della sorgente vulcanica si dividono oggi in piccole vasche e canali, che rendono ancora più incantevole il panorama. I mulini scavati nella roccia, grazie alla sorgente termale perennemente funzionante, costituivano, anticamente, una delle maggiori ricchezze di questo villaggio.

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Insomma, un villaggio piccolissimo in cui, vi assicuro, potrete “rischiare” di passare ore ed ore!
Spero vi sia piaciuto e se ci siete stati aspetto vostri feedback!
E come sempre…altre foto le trovate qui e qui =)

Toscana: Pienza e le Vie dell’Amore

Oggi vi porto a Pienza, un piccolo borgo in provincia di Siena che dovete assolutamente visitare se avete in programma un giro nella Val d’Orcia.
Il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, nel recente 1996. È arroccato su di un colle, e la passeggiata intorno alle mura vi permetterà di abbracciare con uno sguardo le interminabili distese verdi della Toscana.

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Da un punto di vista storico, la città è famosa perché opera del grande umanista Piccolomini, divenuto poi Papa Pio II. Il paese, nei suoi ideali, avrebbe dovuto essere espressione dei grandi principi e delle filosofie del rinascimento italiano.

Da un punto di vista artistico e gastronomico invece, Pienza è oggi famosa per le sue botteghe di ferro battuto e per il suo pecorino.

Per gli amanti del formaggio devo dire che è un vero e proprio spasso! Si potrebbe girare per ore tra le innumerevoli botteghe o bancarelle sparse per le vie del paese.
Pici, spezie, vino, miele e fave sono tutti gli altri prodotti tipici che potete assaggiare facendo sosta in una qualsiasi osteria.

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5 Cose da ricordare

  • Se capitate a Pienza nel mese di Settembre, potrete trovare la famosa Fiera del Cacio
  • Una visita alla Cattedrale dell’Assunta, al Palazzo Piccolomini e Museo Diocesano
  • Percorrere le Vie dell’Amore. Nel dedalo di vicoli che dividono la città non dimenticatevi di perdervi tra Via del Bacio, Via dell’Amore, Via del Buio e Via della Fortuna
  • Lasciarvi rapire dall’incanto della Val d’Orcia che si estende ai piedi del paese

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Fatemi sapere se ci siete stati, se vi è piaciuta, o se avete altro da consigliare, che sono curiosa! =)
Se volete, trovate altre foto nella pagina Facebook Trentadue Perle
Ah..dimenticavo…il giro in Toscana non finisce qui 😉

Il Carnevale di Venezia: 5 cose da non perdere!

Siamo ufficialmente entrati nella settimana del Carnevale! E quando si parla di carnevale, un pensiero va sicuramente a Venezia. Durante questo periodo la città rispolvera i fasti di un tempo passato, dove bellezza e mistero si nutrono di fantasia. Calle e campielli si popolano al fruscio di lunghe gonne e sfarzose redingote. Le sale degli antichi palazzi si illuminano per i grandi balli e la laguna riflette nei canali tutto il suo splendore.

Ecco allora 5 cose da fare assolutamente se capitate a Venezia in questo periodo.

1 La Festa Veneziana sull’Acqua. Una sfilata di maschere che ha come palcoscenico i canali che dal Canal Grande arrivano al Rio di Cannaregio. Uno spettacolo che ogni anno incanta migliaia di turisti e che vi consiglio di non perdere.
Qui vi lascio un un video che rende l’idea della meraviglia.

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2 La Festa delle Marie. Secondo la tradizione, il Doge in questo periodo era solito omaggiare 12 umili fanciulle di gioielli e doni in vista del matrimonio. Per l’occasione, un corteo di ragazze mostrano i loro abiti più belli della tradizione veneziana. Una sfilata sicuramente da vedere.

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3 Il volo del’Angelo. Probabilmente uno degli appuntamenti più conosciuti ed attesi del carnevale veneziano. La storia di questa tradizione parte da molto lontano e purtroppo nel corso dei secoli ha visto risvolti anche tragici. L’appuntamento è in Piazza San Marco, dove la vincitrice del Concorso La Maria del Carnevale, della precedente edizione, scende dal campanile fino alla piazza, per essere accolta dal Doge e dalle nuove Marie.

4 I grandi balli. Se nella maggior parte del mondo il Carnevale è sinonimo di goliardia e stravaganza, a Venezia è sinonimo raffinatezza, eleganza e sfarzo. Ci sono i costumi antichi di dame e Dogi, c’è l’incanto della città,  e poi c’è la magnificenza dei suoi palazzi. La luce dei grandi lampadari di Murano si riflette sui canali, e i grandi saloni si animano al ritmo di antichi i balli. Partecipare ad uno di questi è probabilmente un’esperienza unica nel suo genere. C’è da dire che i biglietti non sono molto economici, ma credo ne valga la pena.

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5 Perdersi per Venezia. Eh già..e vi assicuro che è la cosa più semplice da fare! Certo…le cose cambiano se avete un appuntamento! Ma se avete del tempo a disposizione, non c’è niente di più bello che girare a vuoto per le calle, guidati dal solo rumore dell’acqua che si muove nei canali, scoprire scorci improbabili e magari imbattersi in un gondoliere pronto a scambiare qualche chiacchiera e aneddoto sulla città…ma di questo parleremo la prossima volta =)
[Altre foto le trovate qui ! Buon carnevale a tutti!!! ]

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Scratch The World!

Ragazzi, oggi volevo condividere con voi una chicca super fantastica che sicuramente vi farà viaggiare per un po’, anche solo con la fantasia! Avete presente i Gratta&Vinci? Bene..ora immaginate una grandissima mappa del mondo con paesi e continenti tutti da grattare ogni qual volta riuscite a visitarne uno!
È semplicemente stupenda!!! Io mi sono già messa all’opera e spero un giorno di vederla tutta colorata, o meglio “grattata”!
No…non si vince nulla, ma l’emozione che si prova a colorarla piano piano è già una vittoria! Scratch The World!!!

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Suoni, Colori e Sapori di un’estate che se ne va…

E così… con un po’ di agrodolce malinconia, avevo voglia di raccogliere e ricordare solo ALCUNE delle cose più belle della Puglia, che mi ha ospitato questa estate e che, se venite qui, non potete lasciarvi sfuggire!

IL CIBO. Eh sì, perché in Puglia si mangia bene! Non potete andarvene da qui senza aver assaggiato o comprato le orecchiette, piatto per eccellenza della tradizione pugliese.
Non potete non aver assaggiato il cacioricotta, formaggio dal sapore un po’ salato.
Non potete non aver assaggiato i taralli che trovate in tutte le salse! Dolci, salati, piccanti, aromatizzati, più o meno friabili e chi più ne ha più ne metta.
Non potete non aver comprato i pomodori secchi o l’origano, essiccato direttamente dalle anziane che vivono nelle campagne.
Non potete non aver assaggiato le pittule e le frise, anche dette friselle, rigorosamente condite con pomodorini e origano. E magari siete anche riusciti a non “sponzarle” ! (così mi hanno detto che si dice) non so se avete capito cosa voglio dire… non è molto semplice spiegarlo =P
E infine non potete non aver bevuto un caffè in ghiaccio con latte di mandorla!

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I SUONI. Se capitate ad Agosto in Puglia è quasi impossibile non rimanere intrappolati, almeno una sera, nella ragnatela della taranta. Le serate ufficiali della notte della taranta, che precedono il concertone di Melpignano, si svolgono nei piccoli paesi dell’entroterra. Ogni sera in un paesino diverso, e può essere l’occasione per vedere ogni sera un posto nuovo. Ci sono però anche le serate che non rientrano nel circuito.
Dopo averle sperimentate entrambe, personalmente ho preferito le seconde.
La cosa che più mi ha colpito è stata la passione e l’anima  dei pugliesi in queste occasioni. È bellissimo vedere anziani uscire di casa con il tamburello e aspettare l’inizio del concerto per poter suonare insieme ai gruppi sul palco, ed è sorprendente vedere bambini piccolissimi saperlo già suonare divinamente!!! Vi assicuro che vi lasciano senza parole!!

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I COLORI. Oltre ai mille colori che questa terra regala, ammetto di aver girato per molto tempo alla ricerca delle luminarie pugliesi. Riuscivo sempre a trovarle spente, quando un giorno, per puro caso, mi è capitato di vederle accese a Vitigliano! Non potete capire la contentezza! Eh già..perché non potevo andarmene dalla Puglia senza averle viste! Sono dei veri e propri capolavori! Questo e molto altro è la Puglia.

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Mi piace ricordarti così, per la tua terra rossa, che sa di caldo, di vino e vento d’estate.
Per le tue campagne silenziose e notti di luna piena.
Per i chilometri fatti e la gente incontrata.
Per i sorrisi stranieri e quelli più malinconici di chi ti ha cresciuta.
Per i tuoi suoni travolgenti, i tuoi tempi lenti, per i porti di mare e le storie dei vecchi al bar del paese.
Sei una “terra di sud, terra di confine,
terra di dove finisce la terra” e inizia lo stupore.
Ancora una volta ti regalo un “arrivederci”

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