Abruzzo – La Costa Dei Trabocchi

Con questo post vi porto in Abruzzo! Un’altra regione poco distante dalla mia che nasconde dei tesori incantevoli. Destinazione – San Vito Chietino!
Il paese è arroccato su una collina ed ha una frazione sottostante che costeggia il mare e prende il nome di Marina di San Vito. L’autunno è forse una delle stagioni più belle per godere appieno dei colori, della tranquillità, e della malinconia che questo territorio regala.

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Non pochi sono, per le vie del paese, i riferimenti a D’Annunzio, abruzzese di origine che in questo posto trovò amore e ispirazione.

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Una tappa al belvedere è d’obbligo! Il rosso acre dei vigneti e la vegetazione selvaggia, che dalle montagne arriva a perdersi con l’azzurro del mare, è qualcosa di incantevole.

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Per respirare la vera tradizione marinara però, è necessario scendere a Marina di San Vito, dove la parte senza dubbio più incantevole è la spiaggia, meglio conosciuta come Costa dei Trabocchi.

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I Trabocchi sono delle vere e proprie macchine da pesca sospese tra terra e mare. L’insieme di pali, cavi e reti dona loro un aspetto decisamente primitivo, che a osservarli da vicino sembra di essere in un’altra epoca. Un trabocco per me è stabilità e fragilità, è la logica che si perde nell’indeterminatezza, è la dolcezza dell’uomo che in punta di piedi bussa alla porta del mare. Quel mare di cui vive e per il quale vive. Durante la bella stagione alcuni di essi sono oggi adibiti a ristorante, e sebbene non l’abbia provato, credo che mangiare lì sia un’esperienza più unica che rara. In alternativa, il paese è pieno di piccole trattorie dove gustare il pescato tipico della zona.

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Quando sono in giro mi piace fermarmi dove penso ci sia qualcosa di apparentemente interessante, e riprendendo la strada di casa è capitato di vedere il cimitero militare canadese anche detto Moro River Canadian War Cemetery.
Sì lo so che può sembrare una tappa insolita, ma vi assicuro che una sosta qui merita. E’ assai diverso dai cimiteri che siamo soliti immaginare. La cosa che colpisce di più è probabilmente il senso di ordine simmetria e uguaglianza che c’è, molto distante dalle nostre concezioni. Quasi a voler sottolineare l’uguaglianza degli uomini di fronte alla morte. Ogni lapide ha una frase che ricorda il soldato scomparso, e passeggiare per questo posto è come leggere un grande libro, dove la storia non è scritta, ma puoi solo immaginarla.

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Spero anche questo giro vi sia piaciuto e che qualcuno un giorno lo faccia suo…