Le Città Di Mare

“Всякий ветер морской, и всякий город, хотя бы самый континентальный, в часы ветра – приморский. «Пахнет морем», нет, но: дует морем, запах мы прикладываем…”

“Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi…” (Marina Cvetaeva)

San Vito Chietino

Un Tag Al Giorno…Storia di un Blog

Ebbene il mio primo Tag. Ringrazio Lelle della nomina!
Chiedo venia per il ritardo ma non ho avuto molto tempo. Com’ è cominciato questo blog? Non lo so. Forse non lo so neanche io. Non leggo la mia pagina About quasi da quando l’ho scritta perché me ne vergogno. A volte la trovo troppo ridicola, altre troppo personale, altre troppo banale e chi più ne ha più ne metta. Poi però vedo che quasi ogni giorno si arricchisce di complimenti e apprezzamenti. Se siano veri o meno non lo so, ma l’idea che qualcuno ci abbia speso anche quei due minuti per leggere e lasciare un segno del proprio passaggio mi rende molto felice.
E un po’ lo stesso vale per il blog. E’ rimasto nel cassetto per anni. Chiuso da una chiave fatta di dubbi e “no” perentori. Ogni tanto riaperto da qualcuno e da me puntualmente richiuso. Mi piace scrivere (o almeno ci provo) e adoro la fotografia. Il giorno nel mio ventisettesimo compleanno ho ricevuto una macchina fotografica in regalo. Ho fatto un corso per imparare qualcosa in più e ho unito le due cose in TrentaduePerle. Ho aperto il cassetto e sostituito i perentori “no” con “perché no?”
Ora dovrei e vorrei solo imparare qualcosa di più con WordPress perché spesso “mi ci taglio” proprio! Sono comunque fiera di quello che ne è uscito perché da sola sono arrivata fin qui, anche se so che non è il massimo.
Come mi dico sempre, è un blog nato quasi per gioco e senza pretese, dedicato a tutti e a qualcuno.
Ah..dimenticavo i consigli! Beh…ne avrei tanti ma sicuramente sono l’ultima persona a poterne dispensare in materia, però.. vi siete mai detti “perché no?”

Non simpatizzo molto per queste catene in realtà ma questo era carino, e non odiatemi per il Tag! (del resto non è obbligatorio 😉  ) Di seguito le regole:

Nominare 15 blog ed avvisarli;
Ricorda che non si può nominare se stessi e la persona che ti ha nominato;
Consentite di dare la possibilità ad altri blogger;
Scrivere un post per mostrare il vostro premio;
Scrivere una breve storia di come è incominciato il proprio blog e dare uno o più consigli ai nuovi blogger;
Ringraziare la persona che ti ha nominata

Le Quindici Righe di Michela
No Mai Troppo Tardi
Il Mondo Delle Parole
Quarchedundepegi
EstroInLonguette
Aimbara
Bouquetfiorito
Io In Viaggio
La Solita Impertinente
Cristinadellamore
Crazy Alice In Wonderland
LiloyBlog
LeggyPeggy
Thisislelasworld
Gabriarte55

Grazie!

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Qualcuno riderà nel vero senso della parola davanti a questa immagine, a me invece ha fatto sorridere.
Il riso si sa (o meglio, secondo me ) è un qualcosa di più esteriore, diretto, superficiale, che può anche nascondere una tristezza, un dolore, una portata in giro.
Il sorriso è invece qualcosa di più profondo, intimo e dolce. E’ quello che si costruisce nel tempo, figlio di sacrifici e piccoli o grandi successi.
Questo blog è sicuramente più un piacere che un sacrificio, ma è comunque un impegno che mi ha permesso di imparare moltissime cose e “conoscere”  molte persone.
Perciò…grazie per la compagnia, per i pensieri condivisi e per le soste da queste parti!

Possesso Palla

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Se in una partita di calcio si calcola il possesso palla, perché non calcolare il possesso sguardi in una vita?
Da inesperta quale sono dico che, forse, in una partita non sarà la cosa più importante da calcolare, ma se lo si vede come il tempo trascorso a rincorrere la Regina del campo, allora forse una sua importanza ce l’ha.
E fuori dal campo?
Quali sono o chi sono i nostri Re e le nostre Regine? Rispetto a chi o a cosa viviamo in sudditanza?
Una cosa è certa, cerchiamo sempre il bello. In ogni perché, in ogni dove, in ogni istante..purché sia bello, entusiasmante.
E a quel punto credo sia giusto lasciar perdere il calcolo…

(La Foto è presa dal Web ed è una famosa realizzazione del fotografo Steve McCurry.
Vista la coincidenza vi segnalo la sezione Football presente nella sua galleria, nella quale è possibile trovare scatti meravigliosi relativi al gioco del calcio che, come troviamo scritto, non è solo il calciare una palla, ma è un qualcosa che mescola passioni, oltrepassa confini, e supera limiti di nazionalità, razza, generazione e religione)

Puglia: Polignano A Mare – Monopoli

Come promesso con questo post vi porto sulla costa!
Eh già.. perché essere in Puglia e non fare un salto al mare è un vero peccato. Direzione – Polignano a Mare!

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I numerosi film girati in questa città  hanno senza dubbio contribuito ad accrescerne la fama, ma Polignano a Mare è davvero la città delle meraviglie, dei vicoli stretti, degli angoli nascosti, delle scalinate, delle ceramiche, degli scorci mozzafiato, delle grotte sul mare (famosa è la Grotta Palazzese oggi sede dell’omonimo ristorante situato proprio al suo interno) ma soprattutto..la città della poesia.

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Girare per Polignano è come sfogliare un grande libro. Poesie e aforismi sono sparsi ovunque, sui muri, sulle scalinate o su vecchie porte. Tutte con la stessa calligrafia. Guido il Flâneur ne è l’artefice, così ci tiene a definirsi e firmarsi ogni tanto.
Il Flâneur stava ad indicare per Baudelaire, quel gentiluomo che amava girovagare per le vie del paese e lasciarsi trasportare dalla meraviglia del posto. E così fa il nostro amico Guido qui a Polignano (come dargli torto?!), il cui intento è avvicinare la gente alla letteratura, grande amore della sua vita.

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La poesia di Polignano passa anche per il lungomare, intitolato al grande Domenico Modugno che qui nacque, e che qui è ricordato con una statua che sembra letteralmente volare sulla città.

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Polignano è difficile da raccontare, la si può solo vivere, perché come troviamo scritto anche su una porta del paese, è un luogo che è stato creato prima del paradiso.

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A pochi chilometri da Polignano si trova Monopoli, meraviglioso centro culturale affacciato sul mare. Purtroppo ammetto di aver visto poco di questa città, mi sono limitata a perdermi ancora una volta per i candidi vicoli del centro storico, ricco di luoghi di culto e deliziosi locali, e di aver fatto sosta nell’antico porto del paese.

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Qui i pescatori fanno ritorno ogni sera nelle loro deliziose barchette blu, emblema della città di Monopoli.
Con queste due città si conclude il mio mini tour pugliese che, seppur breve, ha toccato non poche località.
Spero vi sia piaciuto, spero qualcuno lo faccia proprio, ma soprattutto spero di avervi mostrato un altro bel posto nel mondo.
Dalla Puglia è tutto. Un saluto da me e l’immancabile Amélie! =) Ciaooooo!

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Ti Meriti Un Amore (Dedicata…)

FridaKahlo

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

(Frida Kahlo)

…alle parole spese e al profumo del thè.
All’entusiasmo e alle bugie dette.
Alla voglia e all’incoscienza
Al suono della musica e alla musica degli occhi.
Agli abbracci.
Alle notti insonni
Ai capelli spettinati, sempre.

Una Panchina Sul Mare

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Era Ottobre quando scattai questa foto. Un altro Ottobre.
Il mare e la panchina suggerivano di fare silenzio. E altrettanto silenziosamente rubai quest’attimo.
Le panchine, così come il mare, sono abituate, si sa. Fortuiti testimoni e silenti spettatori di storie incredibili. Se potessero parlare, chissà quante ne avrebbero da raccontare. Pezzi di vite straordinarie, errori, amori da ricordare e quelli impossibili, che durano per sempre, prepotenti insicurezze, delusioni , nuvole in viaggio e solitudini.
Ho letto da qualche parte del loro triplice impiego.
Ti ci puoi sedere e osservare il mondo che gira intorno, o più semplicemente spiarle dall’esterno, come in questo caso, e fantasticare su chi è lì. O meglio ancora, puoi sederti e spiarti dentro.
Più banalmente direi che la maggior parte delle volte le cerchiamo per una sosta, un sostegno, per poi aggrapparci a qualcosa che ci sorregga, ma che lì intorno non è.
Mi hanno detto che a Central Park si possono adottare. E ogni panchina è dedicata a qualcuno. Ma Central Park è dall’altra parte del mondo.
Da questa parte del mondo non ci sono panchine dedicate a qualcuno. Ogni panchina è dedicata a tutti e nessuno. E tutti ne abbiamo una.
Io ho imparato che quelle che non cerchi, come al solito, si rivelano le più generose.
Ma questo lo capiamo solo col senno di poi, un giorno, passandoci accanto, come le strade…

Inside Out

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“Vi capita mai di guardare qualcuno e chiedervi che cosa gli passa per la testa?”
Inizia così Inside Out, il nuovo film di animazione della Pixar. Un viaggio emozionante nel vero senso della parola, dove protagoniste indiscusse del cartone animato sono le emozioni, quelle che vivono nella nostra mente e che determinano le nostre giornate. Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto lavorano sodo tutto il giorno affinché la piccola Riley riesca ad affrontare la giornata nel migliore dei modi, cercando di farle collezionare più sorrisi possibili.
La vita però, anche nei film, è bella perché è varia.
E allora arriva il giorno in cui Riley è costretta a trasferirsi dal Minnesota a San Francisco, affrontando quindi la nuova città, la nuova la scuola, i nuovi amici, una nuova vita. E sarà proprio in questa fase così critica che Gioia e Tristezza finiranno per errore in un’altra parte del cervello.
Il film racconta il loro viaggio di ritorno al quartier generale nella speranza di far tornare Riley la bambina che era prima, rimasta a questo punto con la sola compagnia di Paura, Rabbia e Disgusto.
Come ogni pellicola Pixar che si rispetti, anche questa è in grado di parlare al mondo dei bambini ma anche e soprattutto a quello degli adulti.
I buffi personaggi, gli amici immaginari, l’animazione, la fantasia e la simpatia avranno sicuramente la meglio nell’universo infantile, ma è andando più in profondità che ci sarà ampio spazio per la coscienza dell’adulto.
C’è infatti quel fatidico passaggio dall’infanzia all’adolescenza, costellato di paure, insicurezze, ansie, gioie e tristezze; ci sono le nuove sfide, i rapporti umani in continuo divenire. Ci sono le personalità che ognuno di noi nasconde e rivela a suo modo, c’è il mondo dei sogni, dell’inconscio, dei dejà vu, la memoria a lungo e a breve termine.
E come in tutte le opere firmate Pixar anche questa volta nulla è lasciato al caso. Ogni dettaglio ha un suo perché, nulla è scontato e nulla rasenta la banalità, sia nella grafica che nella storia.
Inside Out va infatti oltre quello stereotipo di “vita rose e fiori” che i media ci propinano e che, purtroppo e per fortuna, non esiste. La vita, come mostra anche il film, non si nutre di sola Gioia, ma ha bisogno di tutte le altre emozioni.
E’ solo provando la tristezza che riusciamo a capire e ad apprezzare ancor più la gioia e viceversa. Non si può apprezzare la bellezza o l’importanza di un sorriso se non si conosce la lacrima, o della luce se non si conosce il buio, o delle vittorie se non si conoscono le sconfitte.
Ed è senza dubbio questo il messaggio più grande che il film sembra volerci trasmettere e che, a tal proposito, definirei geniale.
Inside Out è divertente, è sorprendente, è esilarante, è quello che non ti aspetti.
Inside Out è imprevedibile, ma soprattutto imperdibile!

Puglia: Martina Franca – Cisternino – Alberobello

In questo post scopriremo altri tre paesi della Valle d’Itria.
Il primo è Martina Franca, in provincia di Taranto. Una città elegante, signorile, ricca di storia, cultura e tradizione. Anche in questo caso il centro storico è un dedalo di vicoli in cui perdersi è un attimo, ma se non si ha una destinazione in particolare da raggiungere, e un tempo limitato, direi che perdersi qui è bellissimo. Non a caso, solo in seguito, ho scoperto che la struttura labirintica della città era un mezzo per guadagnare tempo in caso di invasione nemica.
Il resto della città è in perfetto stile barocco e rococò, e ciò è visibile nella miriade di palazzi, chiese e dimore, sparsi davvero ovunque.

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A pochi chilometri da Martina Franca c’è Cisternino, e questa volta siamo in provincia di Brindisi. L’atmosfera che si respira in questa città sembra irreale. Il bianco delle case è quasi accecante, e le vie sono un insieme di cortili, piccoli passaggi, scalinate, archi e piazzette.

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Passeggiare per il paese è come fare visita nelle case di ogni singolo abitante. Cisternino sembra la città di tutti e per tutti.

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Anche Amélie ha fatto un giretto per conto suo, ma soprattutto ha trovato un posto tutto per lei..

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Usciti dalla città di Cisternino, un cartello ogni dieci metri riporta la scritta tentatrice “Alberobello”, ed è quasi impossibile non fare una sosta da queste parti. Regina della Valle d’Itria e della Terra dei Trulli, la città è oggi famosissima per queste costruzioni, patrimonio dell’umanità e dell’UNESCO.

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Alberobello, e i trulli in particolar modo, sono forse la prima immagine che viene in mente quando si parla di Puglia.
La parte turistica della città è ovviamente la zona più visitata, ed è senza dubbio incantevole.

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Qui potete trovare veramente ogni cosa, dalle specialità culinarie all’artigianato tipico pugliese.

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La zona monumentale è però quella che, se vogliamo, conserva una maggiore autenticità. Molti trulli oggi qui sono abitati e molti altri sono invece adibiti a Bed & Breakfast!!

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Per oggi da me e Amélie è tutto! Vi aspettiamo con il prossimo post dalla costa pugliese! Stay Tuned 😉
Ciaooo…

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