Le Mie Marche

Tutto parte da qui. Dalla Regione Marche, la mia regione. Ciò che ho sempre amato di questa terra è stato il senso di unicità insito nella pluralità. Le Marche sono infatti l’unica regione in Italia ad avere il nome al plurale; e a prescindere dai motivi storici e linguistici, credo che ciò sia anche una sorta di merito e, non smetterò mai di dirlo, di vanto.

Vivere nelle Marche significa infatti avere a portata di mano veramente tutto. Il mare, la montagna, la campagna, i laghi, i piccoli borghi, le riserve naturali, le grotte, le città d’arte, i castelli, le fortezze, le abbazie. Vivere nelle Marche significa avere uno sguardo sempre attento all’innovazione ma al contempo alla tradizione, quella che personalmente amo di più.

La tradizione delle Marche è quella che abita negli antichi borghi in cui ancora si vive di agricoltura e di cappelli di paglia intrecciata a mano.
È quella che senti urlare la mattina nei porti delle città di mare; o nei grandi distretti della calzatura, della carta o degli strumenti musicali. E allora la tradizione è anche il suono di un tamburello o di una fisarmonica che accompagnano una danza popolare.
È l’odore di vincisgrassi e cremini fritti che si sente la domenica mattina per le vie del borgo; è il profumo di un ciauscolo accompagnato ad un buon vino. È la vecchietta sulla porta di casa intenta a preparare i maccheroncini, o l’uomo di mare sul bagnasciuga che pulisce le sue reti.

Vivere nelle Marche significa sapere cosa sono le dolci colline, conoscere almeno una delle tante leggende che si celano dietro la Regina Sibilla, aver assaggiato almeno una volta nella vita l’anisetta Meletti, o essere andati a Recanati e aver recitato l’Infinito di Leopardi.

Questo e molto altro ancora sono le Marche..un bel posto nel mondo, del quale ogni tanto lascerò traccia qui…

(Immagine presa dal web)

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